L’ITALIA: UNA REPUBBLICA CHE AFFONDA SUL LAVORO

Jobs Act, facilitazioni, start-up, sgravi, incentivi… ma il lavoro non decolla.

I dati dell’Istat dell’ultimo anno sono incoraggianti, ma non sono sufficienti: la disoccupazione è sempre sopra le due cifre.

Il fatto è che il lavoro non sembra essere la vera priorità, ma solamente “uno dei tanti punti nell’agenda dei nostri governanti”.

Probabilmente non abbiamo mai rifletttuto bene su che cosa sia il lavoro per le persone. Spsso si pensa che il lavoro e stipendio siano una equazione. Certamente avere un reddito è importante ma ci sono molti che hanno un reddito senza lavorare – quelli che vivono di rendita – e almeno atrettanti che lavorano senza da questo percepire un reddito, ad esempio i volontari o gli stagisti.

Il lavoro è molto di più, è il posto che noi occupiamo nella società, e quello che gli altri si aspettano da noi.

La disoccupazione giovanile è ancora al 37%

Nessuno si vanta di essere disoccupato, anche se più spesso dovremmo considerare tutte le nostre occupazioni e abilità e non riferirci soltanto a quelle fatte a pagamento.

Probabimente è nesessario un cambio epocale su questo tema, soprattutto oggi che la tecnologia si sostituicse sempre di più all’uomo riducendo la massa dei lavoratori e cocentrando la ricchezza nelle mani di pochi che pensano di non aver più bisogno degli altri.

Un cambio epocale che deve essere governato, dando a tutti un reddito che pemetta di vivere in maniera dignitosa e al passo coi tempi dove il lavoro/impegno sociale non sia per forza la misura del reddito.

Con questa visione il mondo, probabilmente, sarebbe molto diverso, per tutti e ancor di più per i disabili e le persone che sono oggi emarginate.

Articolo a cura di Claudio Fontana

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