La storia ci insegna che ancora oggi in Italia esistono feroci disparità di classe, religione, sesso. Il problema si intensifica quando questi fattori di scontro diventano uno status symbol del paese, che ne fa una bandiera per i propri interessi personali… o meglio elettorali , perchè si, l’Italia vive in un permafrost Siberiano di campagna elettorale, duro da sciogliere, e al passo con i tempi (twitt, insta, FB).


Ma forse le lunghe battaglie e questo periodo che ha messo in naftalina molti cervelli hanno portato ad una consapevolezza maggiore verso categorie che spesso vengono messe in ombra, dimenticate, dove viene fatto il minimo indispensabile. Ad oggi gli invalidi civili in Italia non ricevono garanzie tali e mezzi per vivere dignitosamente e trovare una loro indipendenza.


La notizia è fresca di questi giorni, la Corte Costituzionale ha emanato una sentenza molto importante riepilogata di seguito:


Alle persone completamente inabili al lavoro la legge italiana assegna 285 euro al mese. Non sono sufficienti – ha stabilito la Consulta – a soddisfare i bisogni primari della vita. È perciò violato il diritto al mantenimento che la Costituzione garantisce
L’assegno dovrà essere portato a 516 euro. Questo incremento dovrà d’ora in poi essere erogato a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni, salvo abbiano altri redditi che li portino sopra una certa soglia. La Corte ha stabilito che la propria pronuncia non avrà effetto retroattivo ma dovrà applicarsi per il futuro.

Un piccolo passo verso il cambiamento, il consapevolizzare che tutte le persone esistono e hanno pari diritti e dignità, un piccolo passo verso una società più empatica… un piccolo passo che dovrà trasformarsi in un lungo cammino, altrimenti si inciampa.

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