Uno dei pochi argomenti su cui quasi tutti potremmo essere d’accordo è lo (stra)potere delle banche ed il periodo di pandemia che stiamo vivendo non fa eccezione.

Dovrebbe essere un momento in cui la comune difficoltà ci rende più attenti agli altri e ci fa capire quali siano le cose importanti della vita; la malattia che non guarda in faccia a nessuno e non fa differenze – o quasi – dovrebbe farci condividere maggiormente le risorse pensando che o ci salviamo tutti oppure non si salva nessuno.

Ma non è così per la maggior parte delle banche, che in questo momento si sentono ancor più strumento fondamentale della risoluzione dei problemi, arbitri che decidono le sorti del mondo e non mancano di farlo pesare nel loro perbenismo formale che uccide la gente onesta e favorisce la mafia finanziaria, macinando con la loro burocrazia il destino di tutti noi gente comune.

E così rendono impossibili gli anticipi sulla cassa integrazione e la Naspi, ritardano la documentazione nella concessione dei prestiti – anche se garantiti dallo Stato – in modo che quel po’ di ossigeno che servirebbe alle imprese, arriva quando queste sono già cianotiche se non addirittura già decedute per asfissia.

Ogni giorno riceviamo comunicazioni con variazioni di condizioni, aumento delle commissioni, nuove spese o assicurazioni che non abbiamo mai chiesto e che ci vengono addebitate automaticamente. Il paradosso è che loro, le banche, hanno accesso libero ai nostri conti/risparmi e invece noi, legittimi proprietari, talvolta vogliamo fare un’operazione e non ne abbiamo la possibilità o ci viene impedita.

E se provi a mettere in discussione questo sistema o alzi la voce per far valere i tuoi diritti o manifestare il tuo dissenso, arriva il “recesso unilaterale”, senza motivazione, che ti mette in ginocchio perché senza un conto corrente oggi non fai nulla e riaprirne uno nuovo può diventare molto difficoltoso soprattutto se si sparge la voce che sei uno che ha provato a discutere “l’ordine costituito delle banche”.

Eppure in questo mondo dove è difficile capire qual è il confine tra comportamenti leciti e quelli usurai, la nostra esperienza ci ha dimostrato che se le persone non si trincerano dietro l’alibi delle regole, delle procedure e della burocrazia, ma s’impegnano correttamente a facilitare i procedimenti, immedesimandosi nella situazione e nel bisogno del “cliente”, tutto diventa più facile, LA COMUNICAZIONE E LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI.

Sul nostro cammino d’impresa, mentre una delle nostre banche con la sua “ignavia” ci metteva in difficoltà, per poi abbandonarci chiudendoci il conto, un’altra, fortunatamente, grazie all’impegno di una sua funzionaria alla quale non avevamo fatto né regali né particolari moine, ha compreso la nostra difficoltà, i nostri bisogni e ha risposto prontamente alle nostre necessità.

A questa persona, e a tutte quelle che come lei tutti i giorni sono attente, nella loro professione, all’esigenza delle persone che hanno davanti, si prodigano per facilitare le procedure e i risultati, conoscono interpretano e rispettano le leggi e le altre normative a favore dei risultati per i cittadini e non come strumento di immobilismo per proteggere se stessE e distruggere gli altri, A QUESTA PERSONA TUTTO IL NOSTRO RINGRAZIAMENTO.

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