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Noi educatori del Balzo siamo sempre in ascolto: dal confronto con i genitori, le istituzioni, la scuola, gli amici e chiunque ci giri intorno nascono sempre nuove idee e progetti davvero utili.

Desideriamo che tutti abbiano accesso gratuito e rapido a strumenti utili alla relazione e comunicazione con i bambini e i ragazzi.

Questi strumenti li trovi qui:

Questa pagina è in continuo aggiornamento!

Se hai altri temi da suggerirci, scrivi a: citofonare.balzo@ilbalzo.com oppure inviaci un messaggio tramite instagram o facebook!

Uno dei pochi argomenti su cui quasi tutti potremmo essere d’accordo è lo (stra)potere delle banche ed il periodo di pandemia che stiamo vivendo non fa eccezione.

Dovrebbe essere un momento in cui la comune difficoltà ci rende più attenti agli altri e ci fa capire quali siano le cose importanti della vita; la malattia che non guarda in faccia a nessuno e non fa differenze – o quasi – dovrebbe farci condividere maggiormente le risorse pensando che o ci salviamo tutti oppure non si salva nessuno.

Ma non è così per la maggior parte delle banche, che in questo momento si sentono ancor più strumento fondamentale della risoluzione dei problemi, arbitri che decidono le sorti del mondo e non mancano di farlo pesare nel loro perbenismo formale che uccide la gente onesta e favorisce la mafia finanziaria, macinando con la loro burocrazia il destino di tutti noi gente comune.

E così rendono impossibili gli anticipi sulla cassa integrazione e la Naspi, ritardano la documentazione nella concessione dei prestiti – anche se garantiti dallo Stato – in modo che quel po’ di ossigeno che servirebbe alle imprese, arriva quando queste sono già cianotiche se non addirittura già decedute per asfissia.

Ogni giorno riceviamo comunicazioni con variazioni di condizioni, aumento delle commissioni, nuove spese o assicurazioni che non abbiamo mai chiesto e che ci vengono addebitate automaticamente. Il paradosso è che loro, le banche, hanno accesso libero ai nostri conti/risparmi e invece noi, legittimi proprietari, talvolta vogliamo fare un’operazione e non ne abbiamo la possibilità o ci viene impedita.

E se provi a mettere in discussione questo sistema o alzi la voce per far valere i tuoi diritti o manifestare il tuo dissenso, arriva il “recesso unilaterale”, senza motivazione, che ti mette in ginocchio perché senza un conto corrente oggi non fai nulla e riaprirne uno nuovo può diventare molto difficoltoso soprattutto se si sparge la voce che sei uno che ha provato a discutere “l’ordine costituito delle banche”.

Eppure in questo mondo dove è difficile capire qual è il confine tra comportamenti leciti e quelli usurai, la nostra esperienza ci ha dimostrato che se le persone non si trincerano dietro l’alibi delle regole, delle procedure e della burocrazia, ma s’impegnano correttamente a facilitare i procedimenti, immedesimandosi nella situazione e nel bisogno del “cliente”, tutto diventa più facile, LA COMUNICAZIONE E LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI.

Sul nostro cammino d’impresa, mentre una delle nostre banche con la sua “ignavia” ci metteva in difficoltà, per poi abbandonarci chiudendoci il conto, un’altra, fortunatamente, grazie all’impegno di una sua funzionaria alla quale non avevamo fatto né regali né particolari moine, ha compreso la nostra difficoltà, i nostri bisogni e ha risposto prontamente alle nostre necessità.

A questa persona, e a tutte quelle che come lei tutti i giorni sono attente, nella loro professione, all’esigenza delle persone che hanno davanti, si prodigano per facilitare le procedure e i risultati, conoscono interpretano e rispettano le leggi e le altre normative a favore dei risultati per i cittadini e non come strumento di immobilismo per proteggere se stessE e distruggere gli altri, A QUESTA PERSONA TUTTO IL NOSTRO RINGRAZIAMENTO.

Costruire un’agenda visiva

Cos’è e a cosa serve
L’agenda visiva è uno strumento caratterizzato principalmente da figure, molto utile soprattutto alle persone che hanno difficoltà di comunicazione. Serve a visualizzare le attività da svolgere, ad esempio: alzarsi al mattino, lavarsi, pranzare, fare i compiti, giocare, uscire, fare la spesa, andare a letto, aiutare nelle faccende di casa. 

L’agenda può essere costruita giornalmente, settimanalmente o mensilmente a seconda delle attività del soggetto.

Perché visiva
Le persone con autismo o con disabilità intellettiva sono inclini a interpretare, comprendere e memorizzare meglio le figure piuttosto che i suggerimenti verbali. 

Come si costruisce
È importante creare una sequenza temporale (mattina, pranzo, pomeriggio, sera). 
Servono simboli facilmente riconoscibili dal bambino o adulto e rintracciabili nella vita di tutti i giorni (possono essere visivi; tattili; sonori; olfattivi. 
Lo stesso oggetto o immagine va usata ogni qual volta si rappresenta quella determinata attività.
Importante è dare un nome ad un luogo o ad un’attività che sia sempre lo stesso.
Si possono usare si possono sia immagini grafiche che fotografie. 

Come si usa

  • Indicare al bambino o all’adulto l’attività che deve svolgere e ricordargliela sempre.
  • Se possibile, staccare l’immagine e portarla con sé nel luogo dove si svolge l’attività.
  • Riportare sull’agenda l’immagine alla fine dell’attività (per definirne la fine di quella in atto e l’inizio della nuova).

Per quanto tempo va utilizzata un’agenda?
Fino a quando il soggetto non ha memorizzato bene tutti gli step da compiere per svolgere l’attività nella maniera corretta.

Che materiale serve

  • Immagine grafiche o fotografie.
  • Un cartellone o un quaderno dove poter attaccare le varie figure.
  • Velcro, in modo da poterle staccare e riattaccare.

Vi mostriamo l’agenda visiva di Benedetta, che frequenta il nostro CSE, e di Gianluca, affiancato a scuola da uno dei nostri educatori.

Articolo originale a cura del Balzo:

Lo staff concrete

E c’è ancora qualcuno che in Italia ha il coraggio di dire che l’inglese non serve?

Ovunque vai, con chiunque t’incontri nel mondo, se non sai l’inglese sei finitO. O meglio, non cominci nemmeno.

Parlo di lavoro, di amicizie, di rapporti, di amore, di cibo… Persino per andare al bagno i gesti convenzionali talvolta non bastano.

Perchè noi italiani dobbiamo avere questa idiosincrasia verso le lingue straniere? Non ci rendiamo conto che è finito il tempo del latino o del dolce stilnovo e bisogna darsi una mossa in un mondo dove la comunicazione diventa sempre più importante?

“Ma tanto ci sono i traduttori online.”, dice qualcuno. E’ vero, ma non sempre sono così immediati e non sempre possiamo o riusciamo ad utilizzarli.

ragazza con dizionario d'inglese

Mi ricordo di quando, qualche anno fa, ho preso una multa in Russia e il poliziotto usò il traduttore presente su un tablet per farmi la contestazione e anche per chiedermi di pagarlo sottobanco se avessi voluto dimezzarla… Quella volta ha funzionato. 

Ma può capitare di non avere un tablet o uno smartphone sottomano. Oppure ci si può trovare in situazioni dove è difficile o inopportuno usare altri strumenti se non la propria lingua. Alcuni esempi: vi trovate a fronteggiare una situazione di emergenza e dovete chiedere aiuto, oppure avete un incontro romantico e non volete intrusi, e ancora se state cucinando e le mani le avete già impegnate.

persone sorridenti in ufficio con cartello a forma di fumetto

Ma forza, italiani, diamoci una mossa! Facciamo che l’inglese non sia più una lingua straniera, ma un sistema di comunicazione che tutti noi dovremmo conoscere allo stesso modo in cui abbiamo imparato ad usare i pc, i videogiochi, le smart tv…

L’inglese non è più “la lingua degli inglesi” ma un codice che abbiamo tutti per comunicare, un vero e proprio patrimonio per l’umanità.

Articolo a cura di Claudio Fontana