PER UN ABITARE  DIFFUSO (MAGGIO 2022)

, , , , , , ,

Dalla solitudine alla condivisione

Nasce dalla consapevolezza che la sfida della Casa per le persone fragili, possa essere vinta solo con un lavoro di rete sui territori, in profondo Spirito di servizio reciproco tra le realtà coinvolte .

Il modello di riferimento è un territorio delimitato nello spazio e nella storia locale,

in cui agiscono vari attori dell ’associazionismo  della cooperazione e delle 

fondazioni sviluppando coesione sociale fra i cittadini che vi abitano, con particolare attenzione alle fasce deboli.

Miriamo ad una dimensione che superi i confini territoriali, nel nostro

caso, della città di ROzzano, entrando in una logica di piano di zona visconteo.

Lavorare in rete facilita la rilevazione dei bisogni e la pianificazione delle risposte

possibili , sviluppando collaborazioni fra le realtà dello stesso territorio, limitando “le solitudini” dei cittadini e delle organizzazioni.

Insieme si  trova il coraggio anche di attivare progetti in rete per fasce più

complesse delle fragilità creando sistemi di protezione economico/

organizzativi per la realtà del terzo settore che si candida ad essere referente del progetto.

l’abitare diffuso

Nella rete  si sviluppa  il concetto dell ’albergo diffuso , modello mutuato  dal

settore turistico :

abitare sociale diffuso, in un territorio definito l’offerta abitativa è data da una

rete di residenze non ubicate nello stesso spazio ma collegate fra loro, con

stessi referenti amministrativi e gestionali.

Tale concetto nel mondo della fragilità ci permette di collegare fra loro realtà

abitative differenti (anche con pesi assistenziali diversi ) che si adattano al

progetto di vita degli inquilini  creando economie di scala .

Nell’incontro le realtà trovano il momento di analisi, formazione e riflessione metodologica sui temi legati alla residenzialità e una visione macro dell

’azione, il momento gestionale , progettuale locale, di accoglienza delle famiglie del territorio, di promozione del volontariato .

Le proposte che nascono da questa aggregazione territoriale ,vanno riportate ai

tavoli dei pdz di riferimento, tale raccordo con i pdz è indispensabile per evitare

inutili sprechi di risorse e possibili sovrapposizioni .

“abitare diffuso ” prevede quindi  una solida realtà territoriale di riferimento che

funge da capofila e coordinamento

1 una rete di abitazioni collegate css , microcomunità  rsd   e altro

2   alcune associazioni e coop in ats

3  la definizione di un territorio di riferimento controllabile con spostamenti non superiori ai 20 min  auto .

cosa mettere in rete ?

1 le realtà che gestiscono o che vogliono gestire case su un determinato

territorio

2 l’associazionismo del territorio

3 i gruppi spontanei

4 le famiglie del territorio

5 le agenzie di aggregazione (parrocchie,centri sociali ecc)

6 il pdz

. Per quale territorio ?

indicatori per definire il bacino territoriale :

– appartenenza allo stesso pdz o a pdz limitrofi

–  valutazione della rete viaria e dei trasporti che possa permettere

   una facilità di spostamenti

– un diametro del territorio non superiore ai km 10

– una centrale operativa di coordinamento :

non è una sede solo fisica ma  anche virtuale

(centrale perchè punto di riferimento della rete del territorio coordinamento    

delle risorse sui servizi, definitore di accordi di collaborazione e utilizzo del

personale e delle risorse necessarie all’assistenza, fra le varie realtà della rete.

**un esempio: sarà la centrale che definito un bisogno casa individuerà la risorsa

di rete più vicina a cui chiedere l’invio del personale a domicilio, questo per i casi delle persone che vivono da sole , invio che proviene dalla residenza più vicina

al domicilio

I punti di forza

economie di scala

miglioramento delle capacità di collaborazione della rete

maggior senso di sicurezza degli ospiti che vivono soli

comunicazione più incisiva della rete sul territorio

attuazione di un sistema della residenzialità territoriale

-formazione e reperimento del personale

queste funzioni vengono svolte dal punto di coordinamento per tutta la rete con

attenzione al benessere sia degli ospiti che dei lavoratori

-Trasporti

creazione d un servizio unico di trasporti sul territorio

Volontari

reperimento e formazione

Guido De Vecchi

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.