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Incitare la gente all’intolleranza e all’ostracismo verso altre persone, con un comportamento a dir poco “bullistico” – ma non lo combattiamo nelle scuole? – si è già visto nella storia, solo che l’ultima volta veniva da gruppetti di estremisti xenofobi con una ristretta minoranza in parlamento; da allora è ormai passato quasi un secolo.
Questa volta, invece, l’azione arriva nientepopodimeno che da un ministero e dal suo massimo esponente, sorretta da comunicati che sono presi come “Vangelo” da molti Italiani, ma nonostante sia anche questo “secondo Matteo” non contiene nessuno dei principi di fratellanza, solidarietà e sacrificio che ci ha insegnato la narrazione della vita di Cristo.

Per noi che ci occupiamo di disabilità, di minoranze, di “diversità” è molto triste, perchè senza i valori di cui dicevammo prima: fratellanza, solidarietà, sacrificio, ai quali aggiugiamo rispetto, ascolto, comprensione, non si va da nessuna parte. Oggi l’obiettivo sono “gli stranieri di un certo tipo”, ma aspettate che passi un po’ di tempo e che questi “disvalori”; si affermino e allora vedrete, esattamente come in Germania prima e in Italia poi, la volta precedente, cent’anni fa, come incominceranno ad attaccare tutti quelli che sono più deboli, che “pesano sull’economia”, che non saranno abbastanza “maschi” e “forti” per essere considerati a pieno titolo italiani.

È possibile che un movimento democratico e rispettoso degli altri possa diventare razzista ma viceversa non è possibile, anche se si toglie il “Nord” dal proprio nome, che un movimento separatista, particolarista, esclusivista ( tanti appellativi confinanti con il razzismo), diveti improvvisamente aperto a tutti, democratico e disponibile verso gli altri… e in molti sono caduti nella trappola.
Infatti noi italiani, come la volta precedente, senza memoria, non ci accorgiamo del tranello: meridionali, gente di colore, disabili parlano bene di questi esponenti di governo, non accorgendosi che il prossimo obiettivo saranno proprio loro.

MEDITATE E VIGILATE GENTE PERCHÈ TRA UN PO’ SARÀ TROPPO TARDI.

– articolo a cura di Claudio Fontana

“La vita é una figata!”, dovrebbe diventare il  mantra di ogni essere umano, proprio come ci dimostra la nostra neo eroina nazionale Beatrice Maria “Bebe” Vio, medaglia d’oro di fioretto nelle paralimpiadi di Rio 2016.
La giovane campionessa trevigiana é un esempio vivente di come la vita dovrebbe essere considerata un dono prezioso e per questo vissuta anche come tale, nonostante le sventure che si presentano nel cammino.

Alla verde età di 11 anni, Bebe perse l’uso degli arti superiori ed inferiori a causa di una meningite fulminante, ma non per questo decise di mollare la sua passione e continuare ad inseguire il suo sogno, che sta prendendo sempre più forma e siamo sicuri che sia solo l’inizio di una grande carriera, perché insieme alle sue doti atletiche, sta portando avanti la battaglia contro la discriminazione del “diverso”, a colpi di battute ed autoironia.

Attualmente ci troviamo in un periodo storico nel quale la conoscenza e la scienza sono in continuo progresso, che però, si muovono parallelamente con la paura, l’odio e l’individualismo.
Bebe, la piccola schermitrice italiana , nella sua semplicità ci sta dimostrando come in realtà siano barriere “architettoniche” che noi stessi ci creiamo permettendo così agli altri di etichettarci ed isolarci.

“La vita é una figata” non é solo il suo motto ma anche il nome del programma da lei presentato, in onda la domenica pomeriggio su Rai 1, nel quale ogni ospite, famoso e non, può aprirsi e mostrare le sue debolezze e cicatrici, rendendole invece, dei punti di forza.
È molto incoraggiante sapere che esistono ancora persone che nel loro piccolo cercano di migliorare questo mondo, e ancora meglio se sono giovani, donne e disabili!

Grazie Bebe!
E che la vita possa essere una gran figata per tutti!!!

Articolo a cura di Lavinia Fontana