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La casa delle farfalle blu apre le porte alla città!

Un luogo tutto nuovo, un centro psico-educativo dedicato ai minori con disabilità cognitiva di età compresa tra i 3 e i 16 anni.

Un progetto nato dall’incontro tra le professionalità di:
Centro UmanaMente
Cooperativa Il Balzo
La Porta Socchiusa
Portami per mano

Locandina La Casa delle Farfalle Blu

PROGRAMMA

Inaugurazione Open Day
Sabato 21 settembre:
Ore 10.30 intervento delle autorità e presentazione del progetto presso l’Ist. Marcelline di Via Quadronno 15 Milano (a 350 metri dalla sede de La Casa delle farfalle blu).
Ore 11.30 inaugurazione della sede de La Casa delle Farfalle Blu di via Vigoni, 3 Milano (Corso Italia). I genitori avranno l’occasione di visitare gli spazi e incontrare i terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, gli educatori professionali e gli arteterapisti.

L’invito è esteso anche ai più piccoli per i quali sono previsti laboratori e attività ludiche, nel corso dell’evento.

Al termine è previsto un buffet offerto dall’associazione Portami Per Mano in collaborazione con Salefino – Ristorante Gastronomia Catering

Per la presentazione del progetto interverranno:
Dott.ssa Diana De Marchi – Consigliere comunale e Presidente Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili.
Avv.to Fabio Arrigoni – Presidente del Municipio 1
Dott.ssa Silvia Soresina – Assessore Municipio 5 Educazione e Istruzione.
Avv.to Giampaolo Giorgio Berni Ferretti – Consigliere del Municipio 1.
Dott.ssa Anna Maria Caruso – Magistrato Garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza.
Alessandro Morelli – Deputato.
Federica Schiera – Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva Centro UmanaMente
Liliana Formenti – Educatrice e direttrice Cooperativa Il Balzo
Alfredo Cicchinelli – Presidente Associazione La Porta Socchiusa
Viviana Polimeni – Presidente Associazione genitori Portami per mano

Per iscriverti clicca qui: https://docs.google.com/forms/d/1teVaL74WtJSLzO94Vg55EqB38VsXlY-1Demm9sNJrbg/viewform?edit_requested=true

Evento ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/events/2362172670532318/?active_tab=about

Dove si trova:
Via Vigoni 3 (Corso Italia) – Milano
Per informazioni:
02.58303445
farfalleblu@centroumanamente.it

Imparare giocando e stimolando la creatività. È sempre stata questa la mission di LEGO, colosso danese produttrice dei celebri mattoncini da costruzione.

La LEGO ha deciso di lanciare sul mercato a partire dal prossimo anno confezioni con serie speciali di mattoncini progettati appositamente per aiutare i bimbi non vedenti ad apprendere l´alfabeto Braille in diverse lingue. I mattoncini LEGO Braille saranno inoltre perfettamente compatibili con i mattoncini LEGO tradizionali, premettendo ai bambini di imparare senza rinunciare al gioco, anzi, inserendo l’apprendimento proprio all’interno delle attività ricreative.

Mattoncini LEGO Braille colorati formano la scritta PLAY

La LEGO porta quindi a termine un progetto nato nel 2011, grazie ad una lunga collaborazione tra LEGO foundation, l´associazione danese dei non vedenti e l´associazione brasiliana Dorina Nowill foundation.

E con l´incoraggiamento del senior art director di LEGO, Morten Bronde, il quale a causa di una malattia ereditaria sta progressivamente perdendo la vista. 

Riguardo a questo progetto, Bronde ha dichiarato: “Le reazioni di studenti e insegnanti a LEGO Braille Bricks sono state di grande ispirazione e mi hanno ricordato che gli unici limiti che avrò nella vita sono quelli che creerò nella mia mente. L’impegno che i bambini mettono per il loro interesse a essere indipendenti e inclusi in condizioni di parità nella società è evidente. Sono commosso nel vedere l’impatto che questo prodotto ha sullo sviluppo sui diversi aspetti della crescita dei bambini non vedenti e ipovedenti.”

Coperchio della scatola LEGO Braille, con su scritto Braille Bricks in caratteri latini e Braille. Alcuni mattoncini colorati con sia scrittura Braille e latina.

Anche Philippe Chazal, Tesoriere dell’Unione Europea dei Ciechi, ha parlato dell’importanza di questo progetto: “Con migliaia di audiolibri e programmi per computer ora disponibili, meno bambini imparano a leggere il Braille. Questo è un problema, poiché sappiamo che gli utenti del Braille sono spesso più indipendenti, hanno un livello di istruzione superiore e migliori opportunità di lavoro. Siamo fermamente convinti che LEGO Braille Bricks possa contribuire ad aumentare il livello di interesse per l’apprendimento del Braille, quindi siamo entusiasti che la Fondazione LEGO stia rendendo possibile ciò e che lo porterà ai bambini di tutto il mondo.”

LEGO Braille: un ausilio sia per i bambini che per genitori ed educatori.

Le confezioni di mattoncini LEGO Braille sono progettate in modo da consentire a genitori, familiari, insegnanti e personale medico o di assistenza di aiutare i bambini. Quindi ogni mattoncino ha una lettera o un numero segnata con i tipici rilievi tondi di ogni normale mattoncino lego, e al tempo stesso quella lettera o quel numero sono anche stampati sul lato per facilitare appunto il lavoro di chi segue i bimbi che vi giocheranno.

Bambino non vedente tocca i mattoncini LEGO Braille.

Attualmente le prime confezioni stanno venendo testate in istituti dedicati ai bambini ciechi nelle lingue danese, norvegese, inglese e portoghese, mentre il tedesco, lo spagnolo e il francese saranno testati nel terzo trimestre del 2019. Il grande lancio sul mercato dei kit definitivi è previsto per il 2020 e comincerà con una massiccia distribuzione dei set LEGO Braille gratuita per le famiglie dei bambini non vedenti e per istituzioni di ogni tipo che si occupano di loro. Ogni confezione comprenderà 250 pezzi con le lettere dell´alfabeto, i numeri, segni di punteggiatura, simboli matematici e altri simboli necessari a leggere e scrivere.

“I bambini non vedenti o sofferenti di danni o difetti alla vista hanno la stessa voglia di apprendere, giocare e sviluppare fantasia e creatività dei loro coetanei privi di problemi visivi, e questo ci ha convinti a lanciare il prodotto, perché da sempre siamo convinti che imparare giocando sia il miglior modo di apprendere”, ha spiegato John Goodwin, ceo della LEGO foundation. “Speriamo che il prodotto entusiasmi i bimbi non vedenti e chi si prende cura di loro, come metodo creativo e moderno adatto al mondo postindustriale per apprendere l´alfabeto e i segni Braille e integrarsi nella vita attiva giocando”.

Articolo a cura di Luisa Cresti   

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In una famiglia si pensa che l’educazione venga soprattuto da quello che i genitori insegnano e dal loro esempio.

Perché allora le istituzioni italiane, di cui noi cittadini siamo figli, si comportano così male, raccontandoci di diritti, di uguali opportunità, di rispetto e poi sono loro le prime a non rispettare questi principi?

Perché una anziana signora di Voghera, in carrozzina, non può ricorrere al Giudice di Pace, perché nella sua città queso ufficio è inaccessibile?

Perché un ragazzo con disabilità di Garlasco (PV) non può effettuare un tirocinio lavorativo, perché il Comune e il Piano di Zona hanno finito i soldi?

Perché una giovane persona di Pavia con una disabilità grave non può aspirare ad una vita indipendente e quando rimane sola l’unica possibilità che ha è quella di essere ricoverata in una casa di riposo dove il limite minimo di età sarebbe 65 anni?

Diciamo tutto questo non per il gusto di lamentarci, ma piuttosto per richiamare le istituzioni al loro ruolo guida, perché s’impegnino ad essere credibili, a rispettare gli impegni presi. Senza credibilità non si va da nessuna parte.

Ma le istituzioni non sono astratte organizazioni fatte di documenti e carte bollate; dietro ognuna di loro ci sono delle persone che devono ricordarsi di avere una testa, un cervello pensante, una coscienza. Persone che non posso far finta di niente quando davanti a loro c’è un problema da risolvere e trincerarsi dietro circolari e mancanza di fondi.

Noi tutti siamo le istituzioni, sia quando occupiamo attivamente una posizione all’interno di esse, sia quando esercitiamo una funzione di controllo sul loro funzionamento. Quindi quando le cose non vanno non è sempre colpa degli altri ma anche colpa nostra.

– articolo a cura di Claudio Fontana