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Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi così recitava un antico detto popolare. Purtroppo non è più così da un po’ di tempo.

Per mesi abbiamo sperato di poterci spostare e siamo arrivati all’inizio della primavera in cui è normale andare incontro alle giornate di sole.

Purtroppo la pandemia non ci abbandona ma non ci abbandonano neanche le misure restrittive che non sappiamo se servano veramente a contenerla.

Resta il fatto che nel gestire le persone non c’è soltanto la componente sanitaria ma bisogna utilizzare anche la psicologia è la capacità di capire le esigenze della gente e trovare una mediazione tra restrizioni è vita di tutti i giorni.

Sto parlando di alcuni settori del mondo del lavoro che sono ormai bloccati senza speranza, stiamo parlando della scuola e della crescita dei nostri ragazzi che dopo oltre un anno di chiusura per covid incominciano a risentirne  psicologicamente e a porsi dei quesiti sul futuro.

Non è possibile comprimere in continuazione qualcosa senza dargli una valvola di sfogo prima o poi esploderà.

Ed è questa la situazione in cui non ci troviamo. Però i nostri politici e amministratori sembrano non voler capire ,

girano la testa dall’altra parte, chiamano a consulto grandi virologi, pensano che un generale incarni la buona organizzazione.

Ma non si preoccupano di scendere con i piedi per terra e capire che la gente ha bisogno di regole intelligenti, pratiche che tutelino la salute ma permettano anche di continuare a vivere.

Per noi che ci occupiamo di persone disabili è normale fare un compromesso tra la salute fisica della persona ma anche con la praticità della vita.

Cosa serve infatti un corpo in salute se non possiamo utilizzarlo, se non possiamo esprimerci se non possiamo relazionarci con gli altri?

A voi l’ardua risposta ….. ma fate in fretta!

Claudio Fontana – Concrete Onlus

UN CONSUMO RESPONSABILE

Spesso ci capita di sentire la parola Consumismo e attribuire a questa un significato prevalentemente negativo, in realtà il significato profondo del termine è sospeso tra fattori negativi e positivi.

“Consumismo: il consumismo consiste nell’aumento dei consumi, sostenuto in gran parte dalla pubblicità, con effetto espansivo sulla produzione e ulteriore bisogno indotto di nuovi consumi.”

Nella civiltà occidentale, zona del mondo ricca e produttiva, il consumismo è una prerogativa fortemente legata alla ricchezza di un paese, infatti un forte consumismo denota un forte benessere generale nella popolazione, il che comporta ad un benefit ulteriore nella vita dei singoli individui. Questo aspetto risulta positivo per l’economia del paese, la circolarità del lavoro ed il benessere degli individui.

Ma ci possono essere anche degli aspetti negativi, in quanto il consumo tocca tutte le aree della società, e tutte le categorie, questo in determinati periodi di instabilità può creare forti squilibri nei ceti sociali che sono fortemente abituati, ed in alcuni casi totalmente assuefatti al consumo poco responsabile, questo perchè il consumo rischia di indurre una morbosità di possedere “cose”.

L’acquisto ed il consumo di beni materiale è un aspetto essenziale nella nostra civiltà, per la sopravvivenza fisica e per il benessere psicologico, il pericolo si manifesta quando l’acquisto di beni si trasforma in soddisfazione esistenziale,, si tratta di una strada molto dannosa che ci rende dipendenti dalle cose, portandoci al punto che saranno le cose a possedere noi.

Viviamo nell’era dell’alto consumo, Dicembre è un mese di alto incremento, la domanda essenziale che dobbiamo porci sempre, ma soprattutto in questo mese dell’anno è: Serve?.

Ciò che serve è un occhio analitico per poter guardare all’utilità, senza dimenticare cosa può far felice la persona, quali sono i suoi desideri e anche valutare.

L’intenzione non è screditare un prodotto, evitare di fare acquisti o generare sensi di colpa, se siete appassionati di elettronica perché negare l’acquisto di un buon cellulare, aggiornare il comparto lavorativo con un laptop più prestante, investire nelle vacanze 2021, aggiornare il proprio guardaroba con un vestiario al passo con i tempi perché ci piace. E’ fondamentale un’analisi sull’utilità, capire cosa serve a noi o alle persone che ci stanno attorno, questa domanda ci rende più sensibili quando veniamo stimolati da falsi bisogni d’acquisto spesso indotti da campagne pubblicitarie mirate, dando spesso maggior valore all’apparenza del soggetto invece che al suo contenuto.

Consumiamo responsabilmente e chiediamoci sempre, Ci serve?

Lo staff di Concrete Onlus

Dicembre é finalmente arrivato!
Uno dei mesi più attesi dell’anno, soprattutto dai più piccolini.
Questo é l’ultimo, il dodicesimo mese, quello che nonostante il suo freddo, ci fa sognare con la sua atmosfera magica: le luci, le canzoni natalizie, i regali, i cenoni , i propositi per l’anno che segue…
L’ aria che si respira nelle nostre città nel periodo natalizio, ha un potere così grande da riuscire a scaldare tutti e a non far sentire nessuno solo, tuttavia, é soltanto una condizione apparente, perché ha allo stesso tempo la capacità di far scaturire molte riflessioni ed emozioni, ad esempio la malinconia, per la mancanza di qualcuno caro o la gratitudine di poter condividere questi momenti con le persone amate: la famiglia.

La famiglia, proprio questa, é un’ entità essenziale per la vita di ogni essere umano,  però non tutti hanno la possibilità di averla per varie ragioni ,oppure, ancora peggio, sono stati allontanati da essa.
La solitudine é uno degli aspetti contrastanti di queste festività, che affligge molti individui, di conseguenza, a Roma, nel 2012, Maria Simona Bellini, mamma di una ragazza con una grave patologia rara e animatrice di diversi gruppi di famiglie su Facebook, ha dato vita a “Il Nostro Natale”, una iniziativa che permette alle famiglie con disabili di poter trascorrere la Viglia di Natale, Santo Stefano e il Capodanno, tutti insieme, divisi in gruppi, a seconda della città e la quantità di adesioni.


Tutto é iniziato, quando un giorno, scambiandosi i regali con altri genitori di bambini disabili, la signora Bellini, si é resa conto che sarebbero stati tutti soli durante il Natale, perché a causa delle condizioni dei propri ragazzi, sono stati allontanati dalle famiglie, che non riescono a tollerare e comprendere i deficit dei loro figli.
L’iniziativa é stata accolta con grande  successo: é riuscita a stravolgere gli animi e la giornata di 20 famiglie che volevano semplicemente sentirsi liberi, compresi e accolti.
L’ organizzazione nel tempo é riuscita a coinvolgere sempre più famiglie, dal nord al sud di tutto lo stivale.

È sempre incoraggiante sapere che ci può essere la soluzione ad ogni problema e come ci ricorda la canzone Bianco Natal:

spera anche tu,
è Natale non soffrire più.

Buon Dicembre, buone feste e soprattutto buona compagnia!!!

– articolo a cura di Lavinia Fontana