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Creare le migliori condizioni possibili perché un figlio viva sereno anche dopo di noi è il più grande atto d’amore che possiamo compiere come genitori. Questo vale ancora di più se i nostri figli hanno delle disabilità. Perché contare su un sostegno concreto, per loro, diventa una necessità reale.

DOPO DI NOI è la soluzione assicurativa di Cattolica Assicurazioni che assiste le persone con disabilità una volta rimaste sole.

È un modo per assicurare il loro futuro.

La polizza è rivolta a chi vuole accumulare un capitale per il sostegno della persona con disabilità quando non potrà più stargli vicino.

L’OBIETTIVO È CONCRETO.

Per sottoscrivere DOPO DI NOI, l’assicurato deve avere un’età compresa tra 18 e 80 anni e un rapporto di parentela (entro il quarto grado), di affinità (entro il secondo grado) o il ruolo di tutore/curatore nei confronti di una persona affetta da Autismo, Sindrome di Down o altre forme di disabilità, come definite dall’art.3 comma 1 della legge 104/92 (minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione).

Per dare certezze al futuro della persona con disabilità.

DOPO DI NOI è un piano di accumulo del risparmio a vita intera a premio unico ricorrente (minimo 1.200 euro annui), con la possibilità in qualsiasi momento di fare versamenti aggiuntivi, a partire da 500 euro. Si può scegliere anche la durata dei pagamenti dei premi, tra 10 e 30 anni. E dal secondo anno è possibile riscattare totalmente o parzialmente quanto accumulato. I risparmi vengono investiti nella Gestione Separata Ri.Spe.Vi., che protegge il capitale accantonato e ne garantisce il consolidamento dei risultati nel tempo. I risparmi accumulati sono annualmente rivalutati e garantiti al 100%: il capitale può solo crescere e mai diminuire.

I versamenti sono fessibili, il capitale è sempre protetto.

Il beneficiario potrà disporre del capitale in un’unica soluzioneo attraverso l’erogazione di una rendita vitalizia mensile, trimestrale, semestrale o annuale, rivalutabile annualmente e calcolata in funzione del tipo di disabilità e dell’età della persona con disabilità.

Non solo “dopo”, la polizza protegge anche “durante”. Infatti, nel caso
in cui l’assicurato subisca un grave evento, DOPO DI NOI sostiene da subito, concretamente, le necessità della persona con disabilità. Sono due le garanzie, tra loro alternative, che corrispondono ai beneficiari un capitale aggiuntivo in caso di decesso o di sopravvenuta malattia organica o infortunio che abbia come conseguenza un’invalidità totale e permanente dell’assicurato di grado pari o superiore al 66%.

SCARICA LA BROCHURE INFORMATIVA:

Due garanzie ulteriori, per una protezione totale.


Per ottenere maggiori informazioni sulla polizza DOPO DI NOI, telefonate a questo numero:

Alessandro Tusa – Consulente Assicurativo:  3345359376

Buongiorno a tutti Sono qui oggi a scrivere il mio secondo articolo Per quanto riguarda la rubrica sul tema disabilità e la tecnologia.

Volevo solo illustrare quali strumenti mi hanno aiutato e mi stanno aiutando tutto ora Nello svolgimento della mia vita da persona disabile.

 Partiamo da una funzione molto utile che oggi troviamo in tutti i nostri cellulari, Google assistente (Google Assistant), entra in funzione con due semplici parole “Ok Google” o “Hey Google”, io personalmente Trovo molto utile questa funzione perché oltre a chiamare in tempi brevi le persone di cui si potrebbe avere bisogno, è utile per fare molte ricerche su internet, oppure per attivare il navigatore da Google Maps, per ricordarti una cosa da fare e molte altre funzioni interessanti per la produttività. Questa funzione si è rivelata molto utile, per quanto mi riguarda non posso più farne a meno. Nel mio caso, avendo le mani sempre occupate durante le prime ore del mattino da quando mi alzo in avanti per qualche, per il normale svolgimento delle pratiche di auto assistenza, queste funzioni di comandi vocali tornano molto utili per interagire in maniera pratica con il mondo circostante, chiamare una persona, memorizzare un appunto o puntualizzare un promemoria diventano azioni semplificate.

Oltre alle funzioni del telefono che ho descritto qui sopra, aggiungo anche Alexa!, Un nuovo strumento che non vedo l’ora di testare direttamente, In quanto il mio progetto futuro è quello di domotizzare l’abitazione in cui oggi vivo, per poter integrare funzioni come accendere e spegnere le luci, alzare abbassare le tapparelle, oppure chiedere ad Alexa semplicemente di accendere il forno mettere un brano musicale, il tutto tramite un semplice comando vocale.

Ritengo che gli assistenti vocali diventeranno sempre di più strumenti molto utili per noi persone con disabilità.

Arrivederci alla prossima.

Cristian Belluzzo – Concrete Onlsu

Ciao a tutti mi chiamo Christian Belluzzo, ho 45 anni è il 28 di dicembre del 2020 Ho iniziato a lavorare presso una cooperativa che si chiama concrete Onlus come programmatore web Dopo anni di corsi test di prove e controprove sono arrivato a 45 anni e ho trovato lavoro.

 lavoro da casa si ma è comunque un lavoro che mi rende soddisfatto felice e contento perché finalmente ho realizzato quello che all’inizio sembrava essere un hobby l’uso dei computer ma soprattutto la programmazione web Finalmente ho trovato qualche ora che mi permette di trovare soddisfazione nei confronti della nostra società e di guadagnarmi in un certo senso del denaro che mi permette di essere in parte autosufficiente.

 mi hanno chiesto scrivere questo articolo da mettere sul nostro blog e ho ritenuto giusto scrivere ciò che mi è capitato alla veneranda età di 45 anni lo so potrebbe sembrare ridicolo ma di solito a 45 anni uno dovrebbe avere già fatto vent’anni di lavoro Io invece con Ieri ho fatto un mese di lavoro esatto Comunque l’importante non è quanto tempo ho lavorato ma questo significa che se una persona ha degli obiettivi e tiene duro prima o poi li raggiungi se insisti chiaro Se ci si lascia andare e ci sia comoda non si raggiunge niente ma se siete nati esiste e se magari ci tiene qualcosa. 

 Sono molto contento che mi sia capitata questa opportunità di quest’anno 2021 dopo un 2020 praticamente disastroso devo dire che negli ultimi mesi del 2020 cioè intendo dire fine novembre e dicembre posso dire per quanto mi riguarda di aver portato a casa Comunque comunque qualcosa di positivo per il fatto di aver trovato una forma di telelavoro in un settore che mi piace e mi consente di sentirmi realizzato e soprattutto soddisfatto dopo 30 anni ho trovato lavoro 

Lo staff di Concrete Onlus

In quarant’anni di attività con le persone disabili, migliaia sono gli individui con i quali ho avuto a che fare. Disabilità e personalità differenti, con capacità e attitudini le più diverse, ma tutte con delle aspirazioni che volevano essere realizzate.

Anche le famiglie da cui provenivano queste persone sono state molto variegate, con coscienza e aspettative verso i propri figli a volte esagerate, a volte troppo riduttive nel valutare le possibilità di successo.
Nella maggior parte dei casi famiglie che, nonostante le difficoltà oggettive che una disabilità comporta, a volte aggravate dalle ristrettezze economiche, comunque progettavano il futuro dei loro figli e, per quanto possibile, li coinvolgevano in questa operazione.

Mi è capitato però, talvolta, di imbattermi in famiglie che per iperprotezione, senso di colpa ( ma di quale colpa stiamo parlando?), vergogna (ma di che cosa?) hanno negato ai lor figli, perchè disabili, la possibilità di avere, o almeno tentare, una vita piena come tutti gli altri, che significa amicizie, scuola, lavoro, amori, una nuova famiglia propria.
Famiglie soprattutto di estrazione medio-alta, con buone condizioni economiche, che finchè relativamente giovani hanno pensato di potersi sostituire in tutto e per tutto “agli altri”, che hanno tenuto i figli “separati dal mondo”.

Famiglie che, con il passare del tempo non hanno più avuto la forza e la voglia di accudire in maniera totale i propri figli; figli che con il passare del tempo si sono resi conto, impotenti, di quanto la vita fosse passata senza che loro avessero potuto realizzarsi.
In questo panorama che si ripete sempre, a noi che siamo operatori esperti, motivati e preparati su questo tema, il compito di intervenire, appoggiare, stimolare con il dovuto garbo ma anche con forza ed energia, affinche dall’inizo alla fine della sua vita, ognuno possa dire di aver soddisfatto questo DIRITTO AD UNA VITA PIENA … o almeno di averci provato.

Articolo a cura di Claudio Fontana