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Agevolazioni fiscali per le persone disabili nel 2022 una panoramica generale delle novità introdotte dall’agenzia delle entrate.

Il governo promuove novità in merito di agevolazioni fiscali per disabili e familiari, si parte da detrazione IRPES e esenzione IVA e detrazione per figli a carico.

Di seguito i punti salienti nel dettaglio:

Figli disabili a carico

Figli con disabilità fiscalmente a carico. detrazioni IRPEF

  • 1.620 euro se il figlio ha un’età inferiore a tre anni;
  • 1.350 euro per il figlio di età pari o superiore a tre anni.

Superiore a 3 figli a carico lievita di +200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. Le detrazioni vengono erogate in base al reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta.

Le spese sanitarie

Le spese sanitarie per i soggetti con disabilità diventano totalmente deducibili dal reddito complessivo. nello specifico le categorie toccate sono: spese mediche generiche, spese di “assistenza specifica”. Inoltre è prevista la detrazione IRPEF del 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale.

Acquisto di un nuovo mezzo di trasporto

I soggetti con disabilità hanno la possibilità di richiedere ulteriori agevolazioni fiscali per l’acquisto di una nuova vettura, che prevede nel dettaglio:

  • detrazione IRPEF del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto;
  • IVA agevolata al 4% sull’acquisto;
  • esenzione dal bollo auto;
  • esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Concrete Onlus

La Carta Europea della Disabilità è il documento che permette alle persone con disabilità di accedere a beni e servizi, pubblici o privati, gratuitamente o a tariffe agevolate.

Con la Circolare 1° aprile 2022, n. 46 (testo in calce) l’Inps ha introdotto la nuova procedura relativa alla “Definizione dei criteri per il rilascio della Carta europea della disabilità in Italia” (c.d. Disability Card), mediante la quale il cittadino con disabilità può richiedere la Carta europea della disabilità (EU Disability Card).

L’obiettivo della carta digitale introdotta dal Governo è garantire la piena inclusione delle persone con disabilità nella vita sociale e culturale delle comunità.

La Carta Europea della Disabilità rientra all’interno del progetto europeo “Eu Disability Card” che ha come obiettivo il mutuo riconoscimento della condizione di disabilità fra i paesi aderenti.

La domanda può essere presentata direttamente dal cittadino oppure avvalendosi, tramite delega, di associazioni rappresentative delle persone con disabilità abilitate dall’INPS all’uso del canale telematico (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS).

Cristian Belluzzo

Concrete Onlus

Sto guidando e guardo la mia mano che tiene il volante e mi rendo conto di quanto sia invecchiata; la rivedo com’era 20 anni fa, com’era 40 anni fa. Il tempo è passato, è quasi finito. Tanto è accaduto. L’orizzonte si è fatto più corto ma la progettualità è rimasta, forse è aumentata … ma com’è possibile fare progetti quando la “macchina” quasi più non funziona ed è da rottamare, quando la benzina è finita e si accende la spia della riserva? Sembra una situazione disperata, di un paziente terminale la cui sorte è segnata e invece non è così se abbiamo il PENSIERO POSITIVO.

Il PENSIERO POSITIVO è quello che ti fa vedere una via dove una via non c’è, che ti fa trovare soluzioni quando la situazione sembra disperata, che ti fa vedere il bene nel male, la gioia nel dolore.

Non sono giochi di parole ma situazioni concrete che possiamo sperimentare nella nostra vita se solo cambiamo atteggiamento verso di essa, se non la viviamo in una maniera egocentrica, se siamo capaci di gioire per la gioia di tutti e soffrire anche per il dolore degli altri, del mondo.

IL PENSIERO POSITIVO l’abbiamo sperimentato quando siamo stati costretti in casa dal covid e abbiamo riscoperto le relazioni familiari, quando abbiamo scritto “ce la faremo” sui nostri balconi.

IL PENSIERO POSITIVO è quello che fa andare avanti i milioni di ucraini che sono ostaggi di una guerra che non hanno voluto, che li aiuta a non arrendersi e a vedere un futuro attraverso la loro resistenza.

Deve avere un PENSIERO POSITIVO il genitore a cui hanno appena annunciato che il figlio ha una grave disabilità e lo dovrà avere il figlio non appena sarà in grado di capire la sua condizione …. Tutti dovremo avere un PENSIERO POSITIVO quando ci renderemo conto che siamo a termine, che abbiamo il tempo contato, quando invece dal nostro comportamento sembrerebbe che siamo immortali.

Ma il PENSIERO POSITIVO non è innato, anche i più ottimisti lo devono scoprire, coltivare, radicare dentro di loro. Il PENSIERO POSITIVO viene sabotato tutti i giorni dagli eventi, dai terroristi dell’odio, dall’integralismo delle religioni e dall’arrivismo e dell’esibizionismo che pervade la nostra civiltà dei “social” che di social ha molto poco.

Bisogna credere al PENSIERO POSITIVO, bisogna avere fiducia, fede in questa modalità. Una fede che deve andare oltre la nostra dimensione temporale, vivere nel ricordo ma anche nella proiezione futura che è speranza. Un PENSIERO POSITIVO che trova aiuto e compimento in una prospettiva che va oltre la dimensione terrena, che trova una dimensione spirituale che quando ricerca ed è in ascolta, presto o tardi, inevitabilmente s’incontra con il soprannaturale.

Claudio Fontana

Concrete Onlus

Dalla solitudine alla condivisione

Nasce dalla consapevolezza che la sfida della Casa per le persone fragili, possa essere vinta solo con un lavoro di rete sui territori, in profondo Spirito di servizio reciproco tra le realtà coinvolte .

Il modello di riferimento è un territorio delimitato nello spazio e nella storia locale,

in cui agiscono vari attori dell ’associazionismo  della cooperazione e delle 

fondazioni sviluppando coesione sociale fra i cittadini che vi abitano, con particolare attenzione alle fasce deboli.

Miriamo ad una dimensione che superi i confini territoriali, nel nostro

caso, della città di ROzzano, entrando in una logica di piano di zona visconteo.

Lavorare in rete facilita la rilevazione dei bisogni e la pianificazione delle risposte

possibili , sviluppando collaborazioni fra le realtà dello stesso territorio, limitando “le solitudini” dei cittadini e delle organizzazioni.

Insieme si  trova il coraggio anche di attivare progetti in rete per fasce più

complesse delle fragilità creando sistemi di protezione economico/

organizzativi per la realtà del terzo settore che si candida ad essere referente del progetto.

l’abitare diffuso

Nella rete  si sviluppa  il concetto dell ’albergo diffuso , modello mutuato  dal

settore turistico :

abitare sociale diffuso, in un territorio definito l’offerta abitativa è data da una

rete di residenze non ubicate nello stesso spazio ma collegate fra loro, con

stessi referenti amministrativi e gestionali.

Tale concetto nel mondo della fragilità ci permette di collegare fra loro realtà

abitative differenti (anche con pesi assistenziali diversi ) che si adattano al

progetto di vita degli inquilini  creando economie di scala .

Nell’incontro le realtà trovano il momento di analisi, formazione e riflessione metodologica sui temi legati alla residenzialità e una visione macro dell

’azione, il momento gestionale , progettuale locale, di accoglienza delle famiglie del territorio, di promozione del volontariato .

Le proposte che nascono da questa aggregazione territoriale ,vanno riportate ai

tavoli dei pdz di riferimento, tale raccordo con i pdz è indispensabile per evitare

inutili sprechi di risorse e possibili sovrapposizioni .

“abitare diffuso ” prevede quindi  una solida realtà territoriale di riferimento che

funge da capofila e coordinamento

1 una rete di abitazioni collegate css , microcomunità  rsd   e altro

2   alcune associazioni e coop in ats

3  la definizione di un territorio di riferimento controllabile con spostamenti non superiori ai 20 min  auto .

cosa mettere in rete ?

1 le realtà che gestiscono o che vogliono gestire case su un determinato

territorio

2 l’associazionismo del territorio

3 i gruppi spontanei

4 le famiglie del territorio

5 le agenzie di aggregazione (parrocchie,centri sociali ecc)

6 il pdz

. Per quale territorio ?

indicatori per definire il bacino territoriale :

– appartenenza allo stesso pdz o a pdz limitrofi

–  valutazione della rete viaria e dei trasporti che possa permettere

   una facilità di spostamenti

– un diametro del territorio non superiore ai km 10

– una centrale operativa di coordinamento :

non è una sede solo fisica ma  anche virtuale

(centrale perchè punto di riferimento della rete del territorio coordinamento    

delle risorse sui servizi, definitore di accordi di collaborazione e utilizzo del

personale e delle risorse necessarie all’assistenza, fra le varie realtà della rete.

**un esempio: sarà la centrale che definito un bisogno casa individuerà la risorsa

di rete più vicina a cui chiedere l’invio del personale a domicilio, questo per i casi delle persone che vivono da sole , invio che proviene dalla residenza più vicina

al domicilio

I punti di forza

economie di scala

miglioramento delle capacità di collaborazione della rete

maggior senso di sicurezza degli ospiti che vivono soli

comunicazione più incisiva della rete sul territorio

attuazione di un sistema della residenzialità territoriale

-formazione e reperimento del personale

queste funzioni vengono svolte dal punto di coordinamento per tutta la rete con

attenzione al benessere sia degli ospiti che dei lavoratori

-Trasporti

creazione d un servizio unico di trasporti sul territorio

Volontari

reperimento e formazione

Guido De Vecchi

Progetto ads regionale – area sud milano

Rozzano 15 marzo 2022

Grazie all’attivazione dei contatti che abbiamo con Ledha milanese , in questi ultimi 10 anni abbiamo attivato collaborazioni con realtà significative, sul territorio della città metropolitana per far si che Rozzano e il visconteo potessero anche loro far parte di una rete più ampia e stimolante per la qualità dei progetti di vita delle nostre persone fragili .

Abbiamo facilitato contatti con fondazione idea vita, con il laboratorio dell’abitare, ora progetto mescolanza, con Ledha regionale e milanese, con Caritas Ambrosiana.

Tutto ciò ci ha portato alla situazione odierna che ha permesso nel quadro della collaborazione tra Ageha e Il Balzo di creare un embrione di sistema casa che vede 7 posti casa in appartamenti e 15 posti casa in card ( residenze da 5 persone ) ( 2 ° documento l’abitare diffuso ) .

Ora questo embrione di progetto andrà modellizzato per renderlo efficace ed efficiente  su tre direttive :

  • Gli Inquilini
  • Gli Operatori
  • Le Case

Nella fase embrionale abbiamo letto in maniera settoriale questi tre target , ora dobbiamo metterli a sistema perchè è impossibile continuare a lavorare a compartimenti stagni anche perchè ogni azione che mettiamo in atto su uno dei target ha ricadute organizzate ed economiche sugli altri .

Tralascio qui la riflessione sulla tematica delle persone disabili anche con problematiche motorie di cui allego un documento specifico inviato a ledha .

GLI INQUILINI

Dobbiamo lavorare per la rilevazione della domanda casa delle persone fragili per poter sviluppare  abbinamenti possibili ,anche alla luce della nuova area di lavoro sull’immigrazione

Dobbiamo sviluppare ipotesi di lavoro che comprendano anche il target degli studenti lavoratori in cerca di alloggio , compatibili con i nostri inquilini per offrire un servizio aggiuntivo e abbattere i costi

Dobbiamo lavorare per mettere a fuoco i progetti di vita degli inquilini e valutare con loro se l’ipotesi in essere percorribile per il loro benessere e se vi è sostenibilità economica

Il dato empirico che abbiamo rilevato sulla città metropolitana e anche a rozzano è che tre inquilini è il minimo per raggiungere un equilibrio economico

GLI OPERATORI

Per la gestione dei 22 posti casa sul territorio di Rozzano abbiamo operatori dedicati ad ogni singola casa : le tre card, i 4 appartamenti

Questa modalità crea scarsa efficacia ed efficienza oltreché aggravio dei costi

Dobbiamo ragionare come mettere a regime  il personale non su ogni singola casa ma sul sistema case .

Rimane da rianalizzare nel dettaglio l’inquadramento contrattuale di parte di questi lavoratori per garantire loro un giusto salario ma con un occhio attento ai costi da gestire .

Continuo a pensare che l’assunzione diretta del personale da parte dei beneficiari dei servizi sia deleteria sotto vari punti di vista :organizzativo-economico-psicologico

Inoltre è necessario sviluppare una formazione specifica e un sostegno  per questo personale che necessita di vicinanza ,ascolto e rivalutazione del loro status -ruolo ( sentirsi importanti per il ruolo agito ) .

Il fenomeno dell’affaticamento di questo personale e del desiderio di cambiare ambiente di lavoro va preso  seriamente in considerazione dalla rete e non sottovalutato, individuando vie di fuga possibili .

LE CASE

Abbiamo richiesto al comune di farsi mentore verso Aler per un accordo che preveda di ottenere appartamenti più grandi a fronte di restituzione di appartamenti più piccoli non idonei ai progetti di vita di alcuni soggetti che abbiamo o avremo in carico .

Per fare tutto ciò è necessario prevedere un gruppo di lavoro che trasformi queste riflessioni  in progetti di breve, medio e lungo periodo e che possa mettere a fuoco al meglio le tematiche condivise

Guido de Vecchi

Ageha associazione di comunità

Rete di Ledha Milano

Progetto ads regionale