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Già da qualche mese si erano sentite le prime avvisaglie, ma ora, finalmente è confermato: dal primo di luglio si torna a viaggiare in Europa. Infatti con l’avvento del “GREEN PASS” possiamo spostarci nei paesi dell’Unione e di Shengen, senza i dubbi e le incertezze che avevamo prima.

Basterà aver fatto le due dosi di vaccino da almeno 14 giorni e potremo dimenticarci i fastidiosi e costosi tamponi. 

Che bello poterci spostare liberamente – o quasi – e poter tornare a viaggiare. E questa voglia si respira nell’aria: dalla metà di maggio abbiamo ricevuto richieste per i nostri viaggi per disabili in un numero che mai avevamo avuto prima e che sicuramente non potremo soddisfare in toto.

Anzi la sensazione è che per le persone disabili questa voglia sia maggiore, forse perché hanno sofferto più degli altri i vari lock down e non ne potevano più di stare in casa o essere limitati nei movimenti più di quanto lo fossero già per la loro situazione.

Prepariamoci a vedere il mondo cambiato, a vedere gente che difficilmente si dà la mano o si abbraccia, al distanziamento che rimane, alle mascherine che continueranno ad imperversare indipendentemente dagli obblighi, ai gel all’entrata dei locali e agli addetti alla sicurezza che impugnano il termometro come una pistola e si ostinano a volertelo puntare alla tempia.

Mi raccomando facciamo in modo che tutto questo non sminuisca la nostra allegria per la libertà – parziale – ritrovata e godiamoci questo momento, sperando che non rimanga tale e che non si debba arrestare con l’arrivo dell’autunno, proprio come è successo l’anno passato.

A tutti quindi un augurio di una buona estate, di godere il più possibile di questa libertà ma di farlo “con la testa sul collo” in una maniera responsabile, senza fare “overdose” in modo da poter tenere bassi i livelli delle varie varianti che inevitabilmente si svilupperanno e arriveranno anche da noi, in modo che anche se non potremo dire che tutto quello che è successo sia finito, avremo trovato il modo di conviverci in una maniera che non ci rovini la vita.

IL CONCETTO DELLA RELATIVITA’

Qualcuno potrebbe pensare che vi voglia parlare di fisica, che mi voglia riferire al grande Einstein. Si certo mi piacerebbe farlo soprattutto per descrivere la leggerezza e il senso dell’umorismo che questo scienziato ha avuto nel parlare di importanti argomenti che hanno cambiato il corso della storia e della vita del genere umano.

Ma non è di questo che vi voglio parlare.

Voglio invece descrivervi di come le cose cambiano a seconda del punto di vista da cui le si guarda, dalle informazioni che si hanno – puoi leggere anche ignoranza – , dalla diversità della condizione delle persone che porta a fare ragionamenti diversi su temi importanti come il senso della vita, le motivazioni per andare avanti …. o per fermarsi.

Finalmente dopo 17 mesi di “lock down totale” sono riuscito a spostarmi, a fare un viaggio importante, a uscire dai confine e dalle barriere che questa pandemia, non ancora finita, ci ha imposto. Sono tornato a prendere un aereo dopo tanti mesi, per tornare in Africa a vistare l’orfanotrofio che da tempo seguiamo (progetto uganda clicca qui) e questa distanza protratta nel tempo mi ha reso evidente ancora una volta di come sia diversa la vita e la sua prospettiva a seconda da come la si guarda – teoria della relatività – .

L’impatto è stato forte, qui in Uganda la pandemia è sentita ma è molto più lontana dalla vita della gente. Si parte da un punto di vista oggettivo che vede solo qualche decina di migliaia di casi e qualche centinaia di decessi con una popolazione di 42 milioni di abitanti. La sensazione è di oppressione ancora maggiore che da noi dal punto di vista della burocrazia: all’arrivo all’aeroporto chi non è vaccinato viene portato a rifare il test, nonostante l’abbia fatto prima della partenza; si viene caricati su di un pulman dopo un giorno di volo, bisogna aspettare altre 4 ore, pagare altri soldi, sempre con il timore di risultare positivi – chissà per quale ragione – di venire letteralmente deportati ad una quarantena a pagamento che non puoi scegliere, senza poter dire una parola …….  che oppressione!

Ma una volta che si esce dall’aeroporto la sensazione è diversa. le mascherine si vedono solo nelle zone popolate dagli stranieri/occidentali, ma anche li sono pochissime e le persone che le indossano lo fanno più per un motivo formale che sostanziale. Si respira un aria di libertà che in Italia da tempo non abbiamo più, ritorna in mente il tempo in cui ci spostavamo liberamente, ci guardavamo in faccia e respiravamo aria pulita senza soffocarci.

Certo c’è anche qui il coprifuoco, ma più per motivi politici e di controllo della popolazione che per esigenze sanitarie. Infatti l’Uganda esce da elezioni presidenziali molto controverse e la pandemia è stata un’occassione per chi comanda per esercitare forme di controllo e anche di repressione in nome della salute ma che niente hanno a che fare con il virus.

E che dire di come vive questa realtà la gente dei villaggi, quelli che ancora hanno una vita legata alle fasi del sole me della luna, quelli che vivono in connessione con i ritmi della natura e delle stagioni: per molti di loro nulla è cambiato, non si sono accorti di nulla o forse sono stati solo sfiorati da quello che è successo nel mondo, hanno continuato a vivere la loro vita con i ritmi di sempre sia perchè l’informazione arriva poco – sembra inpossibile in tempi di social ma almeno metà della popolazione terrestre è fuori da questa realtà – sia perchè abituati a ben altre malattie, questa ha fatto loro neanche il solletico.

Benedetta ignoranza o sciagurata incoscienza?

Fate un po’ voi, resta il fatto che in questi giorni ho respirato – nel vero senso della parola – un aria di libertà che da tempo mi mancava.

Claudio Fontana

Presidente Concrete onlus

BISOGNA CONTINUARE A VIVERE …. NONOSTANTE TUTTO

Nella vita è necessario prendersi qualche rischio altrimenti non si vive più, non esiste una vita completamente priva di pericoli.

E’ vero bisogna essere previdenti, ma le persone che non escono di casa per paura, anche se cercano di evitare i problemi “esterni” a loro, sicuramente se ne creano altri “interni” alla loro mente.

E’ il tema di questi giorni, cioè fino a che punto le norme di contenimento del Covid19 debbano limitare la libertà individuale e collettiva.

Siamo proprio sicuri che i vari tipi di lock down abbiano un impatto direttamente proporzionale al contenimento e limitazione dei casi positivi al corona Virus?

In tutte le situazioni ci sono dei rischi, importante è prendere delle precauzioni che però non cancellino completamente il soggetto/oggetto che vogliamo preservare:

  • Se vogliamo che i nostri figli crescano sani gli facciamo fare dello sport … ma nella pratica sportiva possono anche farsi male e allora? Niente più sport? No! Li educhiamo a farlo con coscienza.
  • La libertà di stampa può anche offendere qualcuno e allora? Niente più articoli? Niente più stampa? No! Fissiamo delle regole di comportamento che riducano il rischio dell’ offesa ma soprattutto della diffamazione.
  • In molti aspirano ad una vita di coppia e a una famiglia ma ovviamente questo comporta anche rinunce e rischi e allora? Niente più coppia per paura di una rottura? Niente  più famiglia per le delusioni e le sofferenze che possono arrivare dai figli? Niente affatto, ci si prepara, si cresce, ci si educa per essere pronti ad affrontare questo tema …. anche quando le cose vanno male.

Si perché le cose non vanno sembre bene, le cose possono anche andare male.

E allora anche per questo virus, preserviamoci, tuteliamoci ma non limitiamo totalmente la vita! Abituiamo le persone ad educarsi ai comportamenti corretti senza mettere delle proibizioni così totalizzanti che hanno soltanto l’effetto di comprimere la libertà a tal punto che anche i mansueti sono portati a scoppiare. Inoltre non dimentichiamoci che la proibizione è il fattore scatenante di molta violenza, della criminalità, della strumentalizzazione.

Sono in molte le bande criminali e le ideologie totalitarie e reazionarie che aspettano l’occasione per scatenare le loro milizie per impadronirsi del potere ….. non diamo loro occasione di farlo.

Claudio Fontana – Concrete Onlus